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Sisma Abruzzo/ L'Ocse 'boccia' la ricostruzione all'Aquila "Approccio frammentato, scoordinato e individualistico"

AQL'Aquila, 17 mar. (TMNews) - L'Ocse 'boccia' le modalità attraverso le quali si sta procedendo al processo di ricostruzione in Abruzzo. "A quasi tre anni dal sisma, la Regione Abruzzo, e la provincia dell'Aquila in particolare, appare, sotto molti punti di vista frammentata in termini di prospettive e vedute; con difficoltà a guardare all'esterno e in avanti per far maturare una nuova prospettiva di sviluppo e creare le condizioni per realizzare attività sociali ed economiche della portata richiesta". E' quanto riportato nel documento introduttivo al forum in corso presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso, ad Assergi, nell'ambito del progetto "Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell'Aquila", promosso dall'Organizzazione per la cooperazione dello sviluppo economico e dall'università olandese di Groningen.

Secondo l'Ocse, l'attuale idea di ricostruzione va in senso diametralmente opposto rispetto all'idea di realizzare una città intelligente. "L'approccio odierno - si legge nel documento - è frammentato, scoordinato e individualistico e sembra essere caratterizzato a grandi linee dall'intenzione di ricostruire prima e di trovare poi i mezzi per progredire". Sul banco degli imputati la classe politica locale e nazionale: "Vi è una chiara mancanza di allineamento e coordinamento tra diversi livelli di pubblica amministrazione, che risale al periodo precedente il terremoto, ma è quest'ultimo evento ad aver esacerbato il problema ed evidenziato il continuo insuccesso politico e istituzionale". L'Ocse mette poi in evidenza i risvolti negativi che hanno colpito la popolazione. "Il senso di frammentazione sociale, già in parte evidente all'interno della comunità prima del terremoto - è scritto nel testo - è stato esacerbato sia dagli spostamenti verso altre zone che dalla mancanza percepita di progresso nella ricostruzione".
 

L'Aquila, terremoto: piazza Duomo, un anno di 'sportello per il cittadino'

1500 presenze registrate dall'apertura
L'Aquila, 14 dic 2011 -  Compie un anno lo ’Sportello per il Cittadino’ di Piazza Duomo. Il primo ufficio pubblico interistituzionale di ascolto e di servizi al cittadino a riaprire nel centro storico della città, dopo il sisma del 6 aprile 2009, festeggia il suo primo anno di attività registrando più di 1500 presenze dall'apertura. A raccogliere le richieste e domande dei cittadini ci sono gli operatori di FormezPA - Linea Amica Abruzzo presenti oggi dal Lunedì al Sabato. La maggior parte delle domande (2 richieste su 3) ha riguardato situazioni relative al Progetto Case. Gli operatori, secondo la Sge, hanno prestato «particolare assistenza nella compilazione della modulistica per l'assegnazione degli alloggi ai nuclei singoli di cui in questi giorni si sta completando la sistemazione».

 

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Il punto di Piazza Duomo, «voluto fortemente dal commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi in accordo con il Comune dell'Aquila e la Provincia, - prosegue la Sge - è stato  configurato fin dalla sua nascita quale potenziamento della rete di servizi informativi e della risoluzione problematiche dei cittadini,  ed è ricavato all'interno di un camper attrezzato fornito in avvalimento alla Struttura Commissariale dall'Arit (agenzia regionale per l'informatica e la telematica)».

Gli orari di apertura restano dal lunedì al venerdì, dalle 9,30 alle 18. Il Sabato invece gli orari saranno i seguenti: mattino 10:30 – 13:30; pomeriggio 15:30 - 18:30.

 

Terremoto, «danni agli edifici provocati dalle aggiunte nel tempo»

L’AQUILA.  Le murature aquilane sono, nella maggior parte dei casi, manufatti di qualità, realizzati con sapienza e a regola d’arte, spesso tenendo conto anche del rischio sismico del territorio.

I costruttori dell’Aquila storica erano artigiani che utilizzavano i materiali presenti nel territorio ed avevano sperimentato accorgimenti per ridurre la vulnerabilità sismica. I gravi danni che esse hanno subito dall’ultimo evento tellurico si devono soprattutto alle molteplici trasformazioni che gli edifici aquilani hanno subito nel corso dei secoli, creando così nuove aperture e tamponamenti precari di quelle precedenti, che hanno indebolito la resistenza degli apparati murari.

E’ questo uno dei risultati che emerge dalla giornata di studio “Le murature e il rischio sismico: sperimentazioni a confronto. Proposte per l’Aquila”, svoltasi ieri per fare il punto su alcuni progetti di ricerca realizzati dagli atenei italiani proprio sulle murature aquilane.

«Nella valutazione della resistenza delle murature storiche – dicono gli esperti – è diffusa la convinzione che il modello di muratura ideale sia legato alla presenza di blocchi squadrati, bene ingranati e legati con malta di ottima qualità. Condizione questa che da sola è sufficiente a relegare gran parte delle murature storiche, e quindi anche quelle aquilane, in una categoria secondaria. Eppure l’edilizia storica locale, pur avendo subito danni gravissimi dal sisma del 6 aprile 2009, ha manifestato risorse di resistenza importanti, rispetto alle quali la muratura ha svolto un ruolo determinante».

 Per il recupero della muratura aquilana sono però in molti casi necessarie tecniche di rinforzo e queste sono state individuate grazie anche alle nuove conoscenze acquisite in quasi tre anni di ricerche sugli effetti del terremoto dell’Aquila. Per questo dal convegno odierno emergono linee guida a servizio di progettisti e tecnici impegnati nella ricostruzione dell’Aquila e del territorio del “cratere”, indicazioni comuni a cui attenersi per garantire la qualità delle murature e il modo migliore per rinforzarle. L’obiettivo è anche quello di presentare alle Strutture Pubbliche ed ai tecnici che operano nella ricostruzione i primi risultati ottenuti e le modalità di sperimentazione messe a punto, anche in vista di una pianificazione delle prossime attività.

Il convegno è stato organizzato dal Comune dell’Aquila, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo e dalla Camera di Commercio dell’Aquila, in collaborazione con l’Associazione ARCo.

PDN 

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Terremoto dell’Aquila, partono nuove inchieste

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Nuove indagini su corruzione, cricche e politica attorno al sisma del 6 aprile 2009. Il procuratore Trifuoggi: «vicende da rendere note. Le intercettazioni? Fondamentali, da salvaguardare»

Reati contro la pubblica amministrazione, episodi di corruzione che coinvolgono con ogni probabilità personaggi del mondo politico e un unico punto di partenza comune: le indagini attorno al terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila. A collegare tra loro vicende apparentemente distanti e a portare alla luce episodi e legami ancora sotterranei sarebbero state le intercettazioni in mano alla Procura di Pescara, che avrebbero fornito materiale d’indagine anche ad altre procure quali quella di Roma, Perugia e L’Aquila.

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TERREMOTO: VESCOVO D'ERCOLE, SIAMO STATI IMBROGLIATI

(AGI) - Roma, 2 ott - "Se saranno provate le accuse, siamo stati inconsapevolmente tutti imbrogliati, anzi proditoriamente traditi". Lo scrive, sulle inchieste relative alla ricostruzione, Giovanni D'Ercole, vescovo de L'Aquila, in una lettera ai sacerdoti e alle comunita' parrocchiali della diocesi.
  "Se e' vero quanto si legge sui giornali - prosegue D'Ercole - mentre noi pensavamo di fare spassionatamente qualcosa di utile per la gente, come si evince anche dalle intercettazioni tra il sottoscritto, Giovanardi e con lo stesso Traversi, qualcuno manovrava in modo subdolo alle spalle di tutti, per altri fini ben lontani dai nostri e degli altri membri della Fondazione. Potreste domandare: come mai non vi siete accorti? Difficile dare una risposta. Pur avendo ricevuto degli avvisi (vedi gli articoli de 'Il Centro') si riteneva tutto infondato non avendo mai notato, ne' io ne' altri, qualcosa anche minima di irregolare e di sospetto. Altrimenti l'intervento sarebbe stato immediato e deciso".

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L’Aquila: il Cnr al Salone della Ricostruzione

terremotoL'AQUILA - Offrire un supporto al processo di ricostruzione del capoluogo abruzzese e dei comuni colpiti dal terremoto del 2009 è l’obiettivo del primo ‘Salone della Ricostruzione, restauro, innovazione, green economy’ dove oltre 180 espositori offriranno con stand, incontri e convegni una vetrina sui temi del restauro, delle tecnologie, delle nuove edificazioni e della bioarchitettura. La manifestazione, patrocinata dal Consiglio nazionale delle ricerche e organizzata dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) Abruzzo, si terrà all’Aquila dal 7 al 9 luglio 2011, presso il nucleo industriale Caselle di Bazzano.
Oltre che con un punto espositivo (stand F4) allestito dall’Istituto per le tecnologie della costruzione (Itc), il Cnr sarà presente al Salone con diversi eventi.

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Contributo di autonoma sistemazione: nuovo modello

L’ufficio per il Contributo di autonoma sistemazione ha elaborato un nuovo modello che dovrà essere allegato a ogni richiesta concernente tale beneficio, scelto da coloro che sono rimasti privi della propria casa in seguito al sisma di due anni fa e che non hanno optato per l’assegnazione di un alloggio, l’ospitalità alberghiera o l’affitto concordato.
L’obbligo di depositare tale modulo insieme a quelli di una nuova richiesta, della richiesta di maggiorazione e così via nasce dalla necessità di avere una tracciabilità più marcata dell’erogazione di questi fondi e di avere un quadro della situazione il più esatto possibile per le verifiche sui requisiti dei beneficiari.
Il modello in questione è pubblicato sul sito internet www.comune.laquila.gov.it, accedendo al canale Il Sisma, nella sezione Il contributo autonoma sistemazione, oppure andando direttamente a questo indirizzo:
 
Fonte: Ufficio stampa del Comune dell'Aquila
 

Sisma d’ Abruzzo: al via processo su Grandi Rischi 7 imputati: solo De Bernardinis in aula.

L’AQUILA – È cominciato a L’Aquila il processo a carico dei componenti della Commissione Grandi Rischi, organo di consultazione della Protezione Civile, accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo in merito al terremoto del 6 aprile 2009. Secondo l’accusa, la Commissione stessa, solo una settimana prima dalla fatidica scossa di terremoto che ha devastato parte dell’Abruzzo, avrebbe espresso, nel corso di una riunione organizzata appositamente per valutare lo sciame sismico che stava colpendo l’Aquila in quei giorni, “una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace se rapportata alle attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico”. -->Leggi tutto
 

RICOSTRUZIONE: ENTRO DUE ANNI RIAPRE PARTE DEL CASTELLO

L’AQUILA - Nel giro di due anni, massimo due anni e mezzo, aquilani e turisti potranno tornare a visitare il Castello cinquecentesco dell’Aquila, monumento simbolo per la città, gravemente danneggiato con il terremoto di due anni fa.

La parte della struttura sulla quale si lavorerà e che verrà riconsegnata alla città è l’ala sud est della Fortezza (quella che corrisponde al ponte d’ingresso), che custodiva tra l’altro il suo tesoro artistico più prezioso, quello del Museo del Nazionale d’Abruzzo, e che oggi si presenta completamente puntellata.

L’annuncio è stato dato dal direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizio Magani e il soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l’Abruzzo, Luca Maggi, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la Casa Matta del Bastione Est (il bastione del Soccorso) che ancora oggi ospita lo scheletro dell’Archidiskodon Meridionalis Vestinus (meglio conosciuto dagli aquilani come "Il mammut").

www.abruzzoweb.it

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Mappa interattiva delle aree della città a cura del Servizio Ripianificazione

Il Servizio ripianificazione del Comune dell'Aquila ha pubblicato sul proprio sito web una mappa interattiva della città con i link alla numerosa documentazione prodotta dalla struttura.

 

La mappa è raggiungibile dal sito del Servizio ripianificazione nella sezione "Documenti"

 

Vai alla Mappa interattiva 

 

Fonte: sito del Servizio ripianificazione

 

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I dimenticati d'Abruzzo.

Centri storici abbandonati, strade invase dalle macerie, 30 mila ancora sfollati, 15 mila senza lavoro. Nuovi alloggi già deteriorati. Viaggio nei luoghi martoriati dal terremoto. Sedici mesi dopo le scosse.

Qualcuno ha chiamato per nostalgia il numero della sua casa pericolante. E un bel giorno ha sentito rispondere. "Chi parla?". "Chi parla? Ma chi sei tu?". Quello dell'Aquila è stato il primo grande disastro italiano nell'era della comunicazione. E la comunicazione non può aspettare. È per questo che Telecom, secondo quanto è stato detto ad alcuni sfollati dallo sportello clienti, sta assegnando ad altri i numeri dei contratti sospesi dopo il terremoto.

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